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Il Mostra a Ca' Lozzio - Oderzo
Il cammino dell'anima
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Ca' Lozzio Incontri -
 PIAVON di Oderzo
FRANCA BATTAIN
dal 21 Febbraio al 21 Marzo 2010
Orario: 15 - 24, chiuso Lunedì e Martedì
Il cammino dell'anima: alla ricerca dell'identità femminile

 Franca Battain ha voluto dare nuova identità a questa sua esposizione con il titolo: Il cammino dell’anima: alla ricerca dell'identità femminile. E anche questo è un percorso – come del resto è tipico del suo darsi all'arte – che offre ancora contenuti profondamente riflessivi. E non certamente perché sono mutevoli i suoi stili espressivi o ancora mutati i linguaggi adoperati (semmai su questi sarebbe necessaria una riflessione più profonda poiché dipendente dal suo fare eclettico e dal suo definirsi artista multimediale, estraniando questo termine dal mero utilizzo degli strumenti mediatici), ma alla sua capacità di saper contaminare i linguaggi dell'espressività artistica. Pittura, fotografia, poesia, critica d’arte, ecc., non sono mai espressamente proposti da soli, anzi sono sempre legati gli uni agli altri, tutti contribuiscono a dare un unico significato all'esposizione. In sintesi potremmo pensare questa mostra come una grande opera composita in grado di esprimere un risultato complessivo autonomamente significante.

Battain fa in modo che l'espressività del linguaggio artistico non sia indipendente o che viva della sua sola specificità, ma sia un elemento complementare al significato che l'artista intende dare alle sue opere. I contenuti emergono dalle figure pittoriche o dall’espressività della parola (in quanto elemento singolo della poesia), o ancora dal concetto di "assenza", proprio del suo taglio fotografico, o da una pittura che trova identità nei colori della natura; tutti questi elementi vanno nella direzione di esprimere un forte sentimento interiore.

Si può così individuare, e questa mostra lo evidenzia maggiormente, un soggetto che guida le sue composizioni e che gradualmente trova identità nei diversi linguaggi che l’artista mette in campo.  E tutto ciò diventa ancor più coinvolgente per chi già conosce l'artista, poiché è nella strutturazione del percorso che l'impianto espressivo trova la sua consistenza.

E il filo rosso che lega questa mostra – che già di per sé è espressione di temporalità diverse – è la donna nelle sua femminilità. Non la "femmina" modella o icona di una particolare bellezza, ma nemmeno come essere che si contrappone – sia fisicamente che intellettualmente – alla figura dell’uomo. Non c’è questo conflitto nelle raffigurazioni al femminile di Battain, non c’è solo antitesi né rivendicazione tra i generi. La riflessione sulla donna è molto più profonda e più ampia. Le icone che ci propone l'artista sono effettivamente complesse, non si fermano all'immagine di botticelliana memoria come quella Primavera raffigurata in tutta la sua prosperità e resa ancor più piena e più viva e intensa da un vario colorismo naturale, ma una femmina come simbolo di felicità, di autonomia e vitalità.

Altri elementi segnano la narrazione del suo cammino artistico; lo sono le tracce, quali segni di un'assenza che si trasforma in iconografica, o ancora una minigonna in jeans, vecchio simbolo di una rivoluzione sessuale ancora da completare (e con molte contraddizioni), o ancora con il confronto – senza vincitori – tra i costumi restrittivi di una civiltà che vuole la donna emarginata e un'altra che comincia a vederla protagonista.

Vediamo quindi una donna solamente percettibile, come una visone; una volta lo è come narratrice (e cosa meglio di una obiettivo fotografico può rappresentare un occhio che guarda alla realtà), altra invece come produttrice di percezioni attraverso l'assenza. Come quella di un padre (padre/figlia, altro universo al femminile) in-visibile nelle tracce che il vivere quotidiano dissemina nel vasto mondo dell’esistenza.

Quello che Franca intende raccogliere in questo cammino dell'anima è quell’esistenza che sta sopra le cose; un'esistenza che ha identità nell'emozione e che vive nella consapevolezza dell’esistere. Battain, come artista, può creare le forme che permettono di dare una velata – ma tangibile – immagine a un’anima che percorre l'essere sociale della donna, il suo trovarsi dentro le problematicità di un'esistenza tutta al femminile. Non compassione, ma una solida consapevolezza di essere responsabile, al femminile, del proprio modo di esistere e di confrontarsi con le esperienze che costruiscono l'anima. Di un’anima, come quella di Franca, capace di espressività irruenti (come quella dei vulcani che eruttano una violenza liberatrice che si identifica sia nel brontolio magmatico, sia col calore del suo più intimo esistere), ma anche di una pacata riflessone mediante un atteggiamento esclusivamente introspettivo e individuale come la varietà dei suoi linguaggi espressivi.

Diego Collovini

Inaugurazione: Domenica 21 Febbraio ore 11.00

Intervento critico di Diego Collovini

Sede della mostra: Ca' Lozzio Incontri, Associazione
Via Maggiore, 23 - 31046 - PIAVON di Oderzo(TV)
Tel 0422.752513 - artisti@calozzio.com - www.calozzio.comentro

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